Quanto costa ristrutturare la cucina? Guida ai prezzi

Devi ristrutturare la tua cucina a Roma e vuoi avere qualche idea su come muoverti per conoscere costi e magari anche risparmiare? Che si tratti di una cucina piccola o grande, i lavori principali da affrontare per ristrutturare una cucina sono sempre gli stessi. Ovviamente le cucine possono avere forme diverse, e oltre ad essere spaziose o meno possono anche essere strette, lunghe, possono essere anche in muratura o magari ultra moderne.

La scelta su come organizzarla e a quale stile ispirarsi è davvero molto ampia e ognuno può scegliere di creare questo ambiente a seconda delle più svariate esigenze. Prima di iniziare i lavori però è sempre opportuno effettuare un progetto per capire a quanto ammontano i costi da sostenere, tenendo sempre presente qual è il budget disponibile.

Nella progettazione è fondamentale curare l’organizzazione degli spazi e dove collocare i vari elettrodomestici, perché la postazione dei punti acqua e luce varia a seconda della loro collocazione. Inoltre, bisogna considerare quali sono il numero di pensili e armadietti da installare per contenere tutto ciò che serve in cucina.

E’ anche bene considerare che le ristrutturazioni cucine Roma, a seconda dei lavori che devi affrontare, possono essere anche molto costose. Tuttavia, per incentivare i lavori e far girare l’economia da diversi anni lo stato italiano ha messo a disposizione dei consumatori la possibilità di detrarre parte delle spese dalla dichiarazione dei redditi.

Non si tratta comunque di una cosa facile da fare, bisogna seguire dettagliatamente delle regole e non fare errori, altrimenti non puoi usufruire di questi vantaggi. Scopriamo dunque tutto ciò che c’è da sapere sulla ristrutturazione cucine e cosa fare per risparmiare anche con gli incentivi statali.

Ristrutturazione Cucina a Roma: quando occorrono i permessi

La cucina è il luogo della casa dove si trascorre la maggior parte della giornata, ma oggi è diventata la zona living per eccellenza, visto che le tendenze hanno portato alla creazione di uno spazio in cui oltre a mangiare ci si sofferma anche per chiacchierare e rilassarsi. Le trasformazioni a volte si rendono necessarie proprio per rendere questo luogo ancora più funzionale e anche più bello dal punto di vista estetico.

E’ chiaro che comunque sia una cucina rinnovata contribuisce ad aumentare il valore dell’immobile, un dettaglio certamente non indifferente, ma spesso migliora anche la vita di chi si dedica quotidianamente alla cucina. I costi da affrontare variano in funzione a fattori come:

  • Dimensioni della cucina
  • Qualità dei materiali scelti
  • Interventi su impianti idraulici ed elettrici

In genere per i lavori di ristrutturazione di una cucina non occorrono permessi, soprattutto se si tratta di lavori di poca entità e che non incidono sulla struttura dell’abitazione. Questi lavori sono i cosiddetti lavori di edilizia libera, che non obbligano ad essere in possesso di alcun tipo di autorizzazione.

Invece, se gli interventi di ristrutturazione della cucina rientrano nei lavori di manutenzione straordinaria, e quindi vanno a trasformare o sostituire parti strutturali della casa, è necessario presentare al Comune di Roma la SCIA. Questo documento attesta la segnalazione di inizio attività.

Tramite la SCIA un tecnico abilitato verifica la legittimità dei lavori e presenta l’apposita documentazione che deve poi essere presentata agli uffici pubblici competenti.

Se hai affidato i lavori di ristrutturazione cucina ad un’impresa professionista è la stessa ad occuparsi della SCIA. Invece, per tutti gli altri lavori che non rientrano tra gli interventi di edilizia libera e nemmeno in quelli manutenzione straordinaria per i quali sono richiesti la SCIA occorre presentare la CILA.

Ristrutturazione Cucina Roma: fase dei lavori

Le fasi per una ristrutturazione completa della cucina, che preveda anche interventi sulle tubature, vanno progettate con cura e pianificate attentamente per poter essere eseguite con precisione. I lavori devono procedere come segue:

  • Demolizione cucina esistente, quindi piastrelle, pavimenti, ecc.
  • Rimozione e realizzazione nuovo impianto idrico, elettrico e gas
  • Rifacimento del massetto e posa del pavimento
  • Tinteggiatura delle pareti e soffitto

Tutte queste fasi vanno eseguite prima di installare arredi ed elettrodomestici. I costi variano in base alle dimensioni della tua cucina e alle opere che desideri realizzare, ma la scelta fondamentale a cui prestare molta attenzione è l’impresa a cui ti rivolgi.

Per ottenere un risparmio significativo sulle varie opere da eseguire la soluzione migliore è quella di affidarti ad un’impresa di ristrutturazioni che disponga di personale in grado di svolgere tutti gli interventi.

In questo modo potrai contenere le spese e ottenere sicuramente un risparmio sul totale dei costi da sostenere. Prima di affidare i lavori devi comunque chiedere più preventivi e confrontarli, per scegliere poi quello che ti offre il miglior rapporto qualità prezzo.

Ristrutturazioni Cucine Roma: demolizione cucina

La prima fase dei lavori di ristrutturazione completa della cucina prevede la demolizione della cucina presente, quindi pavimenti, piastrelle e tutto quanto è presente nell’ambiente. Una volta buttato giù tutto bisogna occuparsi dello smaltimento in discarica dei materiali di risulta, operazione che svolge generalmente sempre la stessa impresa a cui avrai affidato i lavori.

Le opere di demolizione riguardano, oltre alla rimozione delle piastrelle, del pavimento e del massetto, anche la rimozione dell’impianto idrico ed elettrico. Inoltre, bisogna anche provvedere al ripristino degli intonaci, indispensabile per poi potervi applicare la tinta e ottenere pareti lisce.

Ristrutturazioni Cucine Roma: impianto idraulico

Dopo aver effettuato la fase di demolizione della cucina si passa alle opere di ricostruzione. I primi interventi da eseguire subito dopo sono quelli riguardanti il rifacimento dell’impianto idraulico, elettrico e gas.

Per rifare l’impianto idraulico di una cucina il costo viene calcolato a punto acqua e non a mq. Per punto acqua si intende un qualsiasi punto dell’impianto idraulico della cucina che serve per erogare acqua calda o fredda. Sono definiti anche punti acqua i collegamenti alla rete, come può esserlo ad esempio lo scarico di un lavandino.

Una cucina piccola in genere presenta almeno 3 punti acqua, il minimo che corrisponde a lavandino e scarico, mentre una cucina grande può avere anche 8 o più punti acqua. Tieni presente che per una cucina media occorrono almeno 5 punti acqua.

Ristrutturazioni Cucine Roma: impianto elettrico

La ristrutturazione completa di una cucina comprende anche il rifacimento dell’impianto elettrico. Per calcolare i costi dell’impianto devi contare i punti luce, quindi interruttori, prese, collegamento elettrico, ecc., che desideri installare nella nuova cucina.

Il costo dell’impianto complessivo sarà la somma del costo singolo di ogni punto luce. In una cucina piccola in media ci sono almeno 7 punti luce, considerando luce del frigorifero, del forno elettrico, della cappa, della lampada al soffitto, interruttore, 1 presa a parete. In una cucina grande ci sono invece almeno 10 punti luce o anche più, a seconda delle esigenze e di ulteriori elettrodomestici che desideri inserire.

Ristrutturazioni Cucine Roma: pavimento

Dopo aver ultimato gli impianti si passa alla fase successiva, ovvero quella della posa delle piastrelle. Prima di tutto bisogna procedere alla realizzazione del massetto per il pavimento, che deve essere creato della giusta altezza relativa al livello degli infissi. Poi si procede con la posa del pavimento e del battiscopa, in cui potrai sbizzarrirti nella scelta.

In commercio trovi piastrelle in gres, indicato per la cucina, resistente alle abrasioni, impermeabile e durevole nel tempo. Altro materiale privilegiato è anche il PVC, molto bello perché può assumere qualsiasi aspetto, dal legno alla pietra, a seconda delle tue preferenze. Resistente agli agenti esterni, è un materiale anche abbastanza economico ma assicura risultati elevati.

Ottimo è anche il pavimento in laminato, largamente utilizzato nelle cucine moderne, mentre per chi desidera un rivestimento pregiato il marmo e la pietra sono senza dubbio i materiali su cui puntare. Nel caso del marmo devi però tenere in considerazione una adeguata manutenzione, in quanto è soggetto a graffi e rotture e quindi occorrono almeno due interventi all’anno da eseguire con una ceratura manuale.

Ristrutturazioni Cucine Roma: tinteggiatura  

Dopo aver finito con i lavori di posa del pavimento è tempo di eseguire i lavori di tinteggiatura. Sarà il professionista a consigliarti la tinta migliore per risolvere problemi di condensa e assicurare lunga vita alle pareti. Ad oggi la presenza di vernici e smalti appositamente studiati per ogni esigenza consente infatti di risolvere qualsiasi problema e di decorare l’ambiente proprio come desideri.

Non ti resta quindi che sbizzarrirti con la scelta dei colori e delle giuste tecniche per dare alla stanza maggiore luminosità e per evitare che torni l’umidità.

Per rendere l’ambiente confortevole e delizioso è essenziale fare attenzione al gioco cromatico dei colori. Per fare la scelta giusta bisogna anche tenere conto del colore dei mobili e degli accessori, e anche delle tendenze.

Ristrutturazioni Cucine Roma: alcune idee

Prima di optare per una ristrutturazione cucina bisogna tenere conto delle proprie esigenze. Il progetto va infatti sviluppato in base a ciò che si desidera nella cucina e allo stile a cui ci si vuole ispirare. Gli stili a cui puoi fare riferimento sono moderno, classico, antico, contemporaneo, ma anche stili più ricercati come vintage e shabby chic, di fortissima tendenza.

Qualunque sia lo stile che sceglierai, è comunque importante che la tua cucina sia funzionale e che l’ambiente sia gradevole e confortevole, e ovviamente l’effetto estetico deve rispondere alle tue preferenze. Per progettare tutto senza errori puoi farti aiutare da un esperto, che saprà consigliarti al meglio per rendere la tua cucina perfetta.

Ricorda che ogni intervento dipende sempre dal budget che hai disponibile. Anche con un budget limitato tuttavia puoi scegliere di fare gli interventi che sono alla tua portata. Ad esempio, se il pavimento non è più di tuo gradimento e desideri dare una rinnovata alla tua cucina puoi anche decidere di far posare le piastrelle nuove sopra quelle vecchie.

In questo modo non dovrai fare alcun intervento di edilizia e con una modica spesa puoi dare una ventata di novità all’ambiente. Ovviamente puoi fare questo se non devi intervenire negli impianti. Per trasformare la cucina scegli un pavimento in grès, oppure piastrelle in laminato con grafiche di nuova generazione. Per dare calore alla stanza in alternativa scegli il finto parquet, di sicuro effetto.

Ogni progetto può essere sviluppato quindi a seconda delle esigenze e dei costi che puoi affrontare, valutando quali sono gli interventi necessari per rendere la tua cucina bellissima.

Ristrutturazioni Cucine Roma: quali sono i costi

Come abbiamo già detto in precedenza, la ristrutturazione di una cucina a Roma ha un costo variabile a seconda di determinati fattori che sono dimensioni, materiali utilizzati, impresa che svolge i lavori e altri elementi che influiscono sui costi finali. Inoltre, bisogna considerare che intervenendo su più fronti i costi finali sono sempre più elevati, come è ad esempio nel caso di una ristrutturazione completa della cucina. Tuttavia, è possibile avere un’idea dei prezzi facendo riferimento a quelli standard, che sono i seguenti:

Costi per la demolizione e realizzazione dei nuovi rivestimenti: 35,00 € – 110,00 € al mq (incluso acquisto dei materiali)

Costo per il rifacimento dell’impianto idrico (per punto acqua): 150,00 € – 230,00 €.

Costo per il rifacimento dell’impianto elettrico (per punto luce) attorno ai 30/40 €.

Costo impianto a gas –per il solo allaccio gas si aggira attorno ai 200€

Costo tinteggiatura soffitto e pareti – inclusa tintura e mani di rasatura preliminare si aggira attorno ai 10/12 euro al metro quadro

Naturalmente i prezzi sono puramente indicativi e ti serviranno solo per avere un punto di riferimento. Per facilitarti comunque anche la scelta dell’impresa a cui affidare i lavori per la ristrutturazione della cucina a Roma puoi scegliere ditte che offrono interventi completi chiavi in mano, che includono tutte le operazione necessarie per mettere a nuovo l’ambiente. I lavori chiavi in mano vanno dalla pavimentazione delle superfici all’allaccio e il collaudo degli impianti.

Se hai un budget stabilito il segreto per rispettarlo è quello di mettere a confronto più preventivi possibili. Solo valutando i vari preventivi puoi ottenere risparmi significativi e scegliere il miglior rapporto qualità prezzo.

Ristrutturazione cucina: detrazioni fiscali e agevolazioni

La ristrutturazione della cucina può rientrare tra le opere previste dalla legge di bilancio per i quali si ha diritto alla detrazione fiscale del 50%. Nel caso specifico, i lavori rientranti nelle agevolazioni sono quelli riguardanti i cosiddetti lavori di manutenzione straordinaria, come ad esempio il massetto e le tubature, gli impianti elettrici, il gas.

Le detrazioni sono concesse anche per l’utilizzo di apparecchiature che permettono di risparmiare e pesare meno sull’ambiente e sono estese anche all’acquisto dei materiali collegati a questi lavori e al pagamento delle prestazioni dei professionisti che le realizzano.

Se, invece, hai intenzione di cambiare i rivestimenti di pavimento e ripiano i costi difficilmente saranno detraibili. Dunque, se i lavori della tua cucina rientrano fra quelli detraibili, potrai richiedere la detrazione fiscale del 50% sfruttando il Bonus Ristrutturazioni, tenendo presente che il limite massimo è di €96.000.

Inoltre, sempre grazie ai contributi statali prorogati a tutto il 2019 puoi usufruire di una detrazione fiscale del 50% sul valore della cucina acquistata in fase di una ristrutturazione. Il tetto massimo è di 10.000 euro. Tra le spese da portare in detrazione è anche possibile includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

La spesa deve essere sostenuta entro il 31 dicembre 2019 e per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione sia precedente a quella in cui si acquistano i beni. In relazione alla cucina, i mobili che possono essere detratti sono tavoli e sedie, credenze ed eventuali librerie.

Per quanto riguarda gli elettrodomestici, vanno in detrazione quelli cosiddetti “grandi” ma con classe energetica minima di A per i forni e A+ per lavatrici, frigoriferi, congelatori, lavastoviglie, forni a microonde, piastre per la cottura, ventilatori e sistemi di condizionamento. Sono inclusi sia gli elettrodomestici a vista che quelli da incasso.

Ristrutturazione Cucina: come fare il pagamento

Per usufruire della detrazione devi effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali devi indicare:

  • La causale del versamento, che banche e Poste SpA utilizzano per i bonifici riguardanti i lavori di ristrutturazione
  • Il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Con le stesse modalità devi effettuare il pagamento delle spese di trasporto e del montaggio dei beni. Non è possibile eseguire il pagamento in contanti, con assegni bancari o altri sistemi di pagamento.

Per ottenere la detrazione del 50% devi inoltrare la richiesta, che va fatta dopo aver effettuato il pagamento. I documenti che devi possedere sono i seguenti:

  • La fatture di acquisto dei beni, riportanti natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi acquisiti
  • La ricevuta del bonifico
  • La ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito)
  • La documentazione di addebito sul conto corrente
  • Indicare le spese nel 730 o nel Modello Unico

Seguendo con precisione tutto l’iter previsto dalla legge otterrai il rimborso e recupererai buona parte delle spese sostenute per la ristrutturazione della tua cucina. E’ comunque sempre consigliabile affidarsi ad imprese specializzate nella ristrutturazione per non avere sorprese e poter usufruire di tutti i vantaggi previsti nella legge di bilancio.

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Costo Impianto Elettrico: quanto costa Rifare l’Impianto Elettrico

Se il vostro impianto elettrico è obsoleto e avete deciso rimodernarlo è bene sapere qualcosa di più sull’argomento, in maniera tale da avere le idee più chiare sui costi. La ristrutturazione di un impianto elettrico è una delle spese più importanti da sostenere in una casa, ma fondamentale per assicurare il funzionamento corretto di ogni componente che andrete ad utilizzare, e che deve essere a norma.

Sapere cosa contiene un preventivo e poterlo confrontare per scegliere il prezzo più basso aiuta a contenere la spesa, l’importante è che sia eseguito da professionisti del settore. Proprio così, evitate di cimentarvi nel fai da te, primo perché correreste dei rischi e poi perché non avrete l’opportunità di fornire una adeguata certificazione.

Oggi le cose sono cambiate e occorre seguire le leggi per avere un impianto a norma, efficiente e certificato. Scopriamo di seguito quanto costa rifare l’impianto elettrico e avere una maggiore conoscenza sui prezzi praticati per non farsi prendere in giro.

Cosa dice la normativa

La normativa di riferimento in vigore è quella relativa al DM 22/01/2008 n. 37 e alla norma Cei 64-8, che costituiscono una evoluzione fondamentale di quello che è il concetto di un impianto elettrico. Infatti, oltre che essere sicuro, l’impianto deve anche garantire standard minimi di prestazioni riguardanti funzioni, utilizzo e fruizione. Lo standard di qualità è proprio quello stabilito dalla norma che prevede l’installazione di una serie di dispositivi obbligatori che garantiscono la sicurezza dell’impianto. La normativa prevede che l’impianto elettrico deve essere a regola d’arte e che può essere realizzato in 3 livelli:

  • Livello 1 – è quello base, che viene realizzato nella maggior parte delle abitazioni e in grado di garantire le prestazioni minime necessarie
  • Livello 2 – contiene un numero superiore di circuiti e prese
  • Livello 3 – è quello che prevede le funzioni di domotica per controllare la casa da remoto

La suddivisione in livelli non ha relazione alcuna con la classificazione, quindi con la prestazione energetica dell’immobile o classe catastale, ma si riferisce unitamente alle prestazioni dell’impianto in termini di uso e vantaggi offerti. In questo modo l’installatore può offrire al cliente una soluzione creata su misura di cui può certificarne il livello di qualità in relazione a funzioni e prestazioni. Il cliente invece può scegliere quali dotazioni installare, partendo da quelle obbligatorie, valorizzando la propria abitazione.

Nel caso si tratta della nuova realizzazione di un impianto elettrico la cosa principale da fare è la progettazione. Il progetto deve essere redatto da professionisti qualificati che tramite una valutazione della struttura e della planimetria della casa sono in grado di creare un impianto rispondente alle esigenze della famiglia.

Ogni cosa nel progetto deve essere stabilita per migliorare le prestazioni degli oggetti da utilizzare, quindi ogni punto luce deve essere posizionato per assicurare una fruizione ottimale della corrente, degli elettrodomestici e di tutto ciò che deve essere utilizzato con l’energia elettrica. Ecco cosa deve contenere il progetto:

  • Schema elettrico – si tratta di un elaborato grafico che tramite degli appositi simboli illustra componenti elettriche dell’impianto e i percorsi dei collegamenti
  • Computo metrico – si tratta di un documento con il quale l’esperto incaricato fa una stima dei costi dei lavori da eseguire per l’impianto elettrico, specificando voce per voce tipologia e prezzi di materiali, dispositivi e manodopera
  • Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico – la DICO è un documento che certifica la posa dell’impianto a norma e a regola d’arte. Il documento deve essere consegnato dal professionista al proprietario alla fine dei lavori ed è obbligatorio per legge.

La DICO deve essere corredata da alcuni allegati altrimenti non è valida, quindi è indispensabile informarsi sulle disposizioni previste nelle varie regioni italiane.

Proprio perché il documento di certificazione è obbligatorio è fondamentale affidare i lavori di rifacimento dell’impianto elettrico a professionisti dotati di abilitazione, ovvero iscritti all’albo di competenza che li autorizza a rilasciare il certificato.

Come è composto un impianto elettrico

Se volete ristrutturare l’impianto elettrico è indispensabile sapere quali sono le parti che lo compongono, che per legge devono essere realizzate a regola d’arte, come detto appunto nella normativa CEI 64-8. La realizzazione di impianti elettrici di livello 2 e 3 non è obbligatoria, mentre quello di livello 1, che è quello base, prevede il numero minimo di punti luce ritenuto indispensabile per avere le funzioni essenziali in una casa.

La potenza della fornitura va da un minimo di 3kW fino ad un massimo di 6kW o anche più, e ovviamente la scelta varia a seconda della superficie dell’abitazione e delle prestazioni richieste dal committente all’impianto elettrico.

Per avere un’idea chiara in merito, è importante sottolineare che sono sufficienti 3Kw fino a 75 mq, mentre per abitazioni più grandi ed esigenze maggiori di energia si può arrivare anche a 6kW. L’impianto elettrico prevede un contatore, che appartiene al gestore e che viene posizionato generalmente al di fuori dell’abitazione e che è collegato da un cavo al quadro elettrico che si trova invece nella casa.

Dal quadro elettrico, che rappresenta il cuore dell’impianto, si propagano i cavi, e per essere a norma deve prevedere il 15% di spazio libero, così da poterlo ampliare successivamente.

Inoltre, deve anche essere presente un interruttore generale ben visibile, che in caso di necessità disattiva la corrente. Devono esserci obbligatoriamente anche 2 interruttori differenziali minimo.

A completare il quadro elettrico sono altri elementi come il sistema di messa a terra, i diversi punti prese, i punti luce, gli interruttori per gestire i punti luce e gli interruttori magnetotermici. In genere i circuiti presenti in un’abitazione sono 3:

  • Circuito delle prese
  • Circuito dei punti luce e degli interruttori
  • Circuito di chiamata, come per il citofono o il campanello

Al fine di garantire la massima sicurezza, la norma CEI prevede un numero minimo di punti presa separati e di punti luce a seconda della tipologia di locale, della superficie e del tipo di impianto elettrico da realizzare. Si tratta di una ulteriore soluzione per non ricorrere ad adattatori e prolunghe che mettono spesso a rischio e pericolo le persone.

Per essere in regola con le norme vigenti le prese devono essere installate a 30 cm dal pavimento, mentre in bagno e in cucina devono essere installate 110 cm da terra e sempre a 110 cm gli interruttori. Per la vasca idromassaggio o per la sauna e anche per alcuni elettrodomestici è obbligatorio che la presa sia munita di interruttore differenziale e magnetotermico adatto all’assorbimento del dispositivo che viene collegato.

Varie soluzioni per rifare l’impianto elettrico

Nel rifacimento dell’impianto elettrico bisogna tenere in considerazione che esistono due possibilità. La prima è quella dell’impianto elettrico esterno, che viene realizzato senza eseguire lavori di muratura ma solo posizionando delle canaline lungo le pareti. Si tratta di una scelta più economica anche se meno elegante dal punto di vista estetico, tuttavia è possibile tinteggiare le canaline per trasformarle in elementi decorativi e creare armonia negli ambienti.

L’altra soluzione che in genere viene adottata nel corso di una ristrutturazione prevede il rifacimento dell’impianto elettrico con i cavi che passano dentro i muri e sotto i pavimenti. Questa tipologia di esecuzione è più costosa perché prevede specifici interventi tecnici che sono:

  • Tracciatura e scanalatura di muri e pavimenti
  • Collocazione di cassette, scatole e tubi
  • Interventi di muratura correlati
  • Passaggio di cavi elettrici
  • Cablaggio delle cassette di derivazione
  • Verifica e collaudo finale

In alcuni casi si può modificare o integrare un impianto installando un maggior numero di prese o ampliando il quadro elettrico, evitando così di rifare l’intero impianto e di conseguenza ottenendo anche un risparmio.

Quanto costa rifare l’impianto elettrico

Dopo aver compreso quali sono le possibilità di realizzare un impianto elettrico e aver individuato la normativa da seguire per ottenere un lavoro a norma è possibile cercare di capire quale sarà il costo. Per cominciare, è doveroso sottolineare che non esiste una tariffa standard e che i prezzi a punto luce variano da zona a zona.

Ogni professionista, infatti, elabora dei preventivi in base ai propri costi e al mercato locale. Ad ogni modo, è comunque possibile avere un’idea sui costi complessivi da affrontare visto che il preventivo viene basato principalmente sul numero dei punti luce.

E’ dunque corretto affermare che il prezzo dell’impianto elettrico varia in base alla quantità di punti luce previsti in relazione alle dimensioni dell’abitazione. In media il costo di ogni singolo punto luce si aggira attorno ai 40 o 50 euro e comprende i materiali necessari, quindi scatole, cavi, tubi e altro e la posa dell’impianto.

Nel preventivo in genere con è però compresa l’apertura e la chiusura delle tracce, un altro aspetto da tenere in considerazione e da non sottovalutare. Infatti, di solito i lavori di muratura come l’apertura e chiusura delle tracce di un impianto elettrico non vengono inseriti, quindi bisogna tenerli in conto.

L’installatore quindi li inserirà a parte nel preventivo, aggiungendo quindi un costo di circa 15€ al metro lineare, oppure può alzare di una piccola percentuale il prezzo del punto luce e includerli nel costo finale. Un’altra soluzione può essere quella di rivolgervi ad un muratore per aprire e chiudere le tracce una volta finito il lavoro. Si tratta di un dettaglio da specificare per avere una visione dettagliata dei costi finali

Nel costo del punto luce non è compreso il quadro elettrico e neanche le lampade da inserire nei vari punti, ma nemmeno le prese del telefono, le prese tv e altre cose come i termostati per il raffreddamento e il riscaldamento.

Per fare un conteggio sommario dei costi bisogna sapere quanti punti luce vanno installati nell’abitazione dove dovete realizzare l’impianto elettrico. Ecco un quadro per fare chiarezza:

  • Appartamento di 40 mq – sono necessari all’incirca 35 punti luce
  • Appartamento di 70 mq – sono necessari all’incirca 60 punti luce
  • Appartamento di 100 mq – sono necessari all’incirca 80 punti luce

Tenendo conto di questi dati potete fare un calcolo approssimativo dei costi dell’impianto elettrico da realizzare, aggiungendo naturalmente i costi delle altre voci che sono esclusi dal prezzo di ogni punto luce.

Di conseguenza, se il vostro appartamento ha una planimetria di 100 metri quadri e il professionista stabilisce 40 euro come costo di punto luce singolo il prezzo complessivo è di 3200 euro, più i costi di altri accessori che vanno a completare l’impianto. Il costo finale si aggira attorno alle 3500/4000 euro.

Nulla toglie che alla fine il tecnico che avete scelto per realizzare il lavoro possa farvi uno sconto sul pacchetto e quindi farvi risparmiare anche qualche centinaio di euro.

Come risparmiare sul rifacimento dell’impianto elettrico

La Legge di Stabilità 2010 prevede delle agevolazioni fiscali particolari per chi desidera effettuare ristrutturazioni edilizie.

Il rifacimento dell’impianto elettrico rientra l’impianto elettrico rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria, quindi rientra per legge nelle ristrutturazioni edilizie e sono previste detrazioni fiscali dal reddito irpef del 50% delle spese sostenute. L’importo massimo per cui è possibile ottenere la detrazione è di 96.000,00 €.

L’imponibile irpef che verrà detratto sarà pari a cifre di uguale importo distribuite nell’arco di 10 anni. Per ottenere queste agevolazioni è necessario dimostrare le spese affrontate e aver effettuato i pagamenti con bonifici parlanti.

Un altro risparmio di cui si può usufruire nel rifacimento di un impianto elettrico è dato dall’IVA agevolata del 10%, da applicare sia per acquistare i materiali che al costo del professionista.

Conclusione

La soluzione migliore per ottenere risparmi significativi è comunque quella di richiedere più preventivi e confrontarli. Solo così si può avere un’idea chiara dei costi da sostenere e quindi dei risparmi certi a fronte di lavori eseguiti a regola d’arte ma al miglior prezzo.

Inoltre, è bene evitare di mettere le mani su un impianto per risparmiare, ma ricorrere invece ad un tecnico abilitato per verificare lo stato dell’impianto se è già esistente e deve essere rifatto al fine evitare qualsiasi pericolo.

Infine, affidarsi ad un professionista abilitato è senza dubbio l’unica soluzione per poter avere un impianto elettrico dotato di certificato di conformità che può essere rilasciato solo da un tecnico autorizzato. Tenete presente che vi sono delle sanzioni pecuniarie abbastanza salate per danni provocati da impianti elettrici non a norma.

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Come ristrutturare casa con la detrazione fiscale del 50%

Ristrutturare casa richiede non solo una programmazione puntuale di tutte le fasi dedicate ai lavori, ma anche di somme di denaro non indifferenti.

Per questo può essere davvero vantaggioso iniziare la ristrutturazione di casa in un periodo come questo nel quale è possibile usufruire di agevolazioni fiscali edilizie di diverso tipo.

In particolare, grazie all’ultima Legge di stabilità è stato possibile avere accesso alla detrazione fiscale per la ristrutturazione casa del 50% sull’Irpef.

Contenuti di questo articolo

  • Le caratteristiche della detrazione fiscale del 50%
  • A chi si rivolge la detrazione fiscale per la ristrutturazione di casa?
  • Quali sono i benefici delle agevolazioni fiscali in edilizia?
  • Come ottenere la detrazione fiscale per la ristrutturazione di casa?
  • Detrazione 50%: un esempio per ristrutturare 100 metri quadi
  • Come ricevere dei preventivi di ristrutturazione con le detrazioni

Le caratteristiche della detrazione fiscale del 50%

Come prima cosa sarà necessario vedere quali siano le caratteristiche generali della detrazione fiscale del 50% sull’Irpef.

Questa ha limiti a livello sia di spesa sia di tempo, ed in particolare:

  • La spesa massima che si potrà detrarre sarà di 96 mila euro
  • Si potrà recuperare la somma con una suddivisione in dieci rate annuali

Il bonus per le ristrutturazioni edilizie, quindi, è una vera e propria agevolazione fiscale che consente di portare in detrazione, in sede di dichiarazione dei redditi, le spese che siano state sostenute per la ristrutturazione della casa.

Questo tipo di agevolazione fiscale è stata resa originariamente permanente a partire dal gennaio del 2012 tramite il decreto legge 201 del 2011.

Però, nel corso di questi anni è stato possibile notare come si siano applicate delle modifiche rispetto alla originaria detrazione.

Se, infatti, l’agevolazione fiscale prevista era del 36% per le spese di ristrutturazione, fino a 48 mila euro, oggi questo tetto è stato esteso.

Si è, infatti, arrivati alla detrazione per le ristrutturazioni edilizie pari al 50% per un massimale di ben 96 mila euro.

A chi si rivolge la detrazione fiscale per la ristrutturazione di casa?

Oltre a quelle che sono le caratteristiche puramente “monetarie” che regolano l’ottenimento della detrazione fiscale, sarà anche necessario vedere chi possa ottenere effettivamente questo sgravio a livello di beneficiari.

A livello generale, possono usufruire della detrazione del 50% per la ristrutturazione di casa tute le persone fisiche che siano assoggettate al pagamento dell’Irpef, sia nel caso in cui siano residenti sul territorio italiano, sia nel caso in cui non vi risiedano più.

Inoltre, l’agevolazione fiscale per l’edilizia spetta ai proprietari e ai titolari di diritti reali o personali di godimento sull’immobile da ristrutturare. Ovviamente, dovranno anche aver sostenuto le spese per la ristrutturazione in modo da poter dimostrare il pagamento effettuato.

Quindi possono usufruire della detrazione:

  • Il proprietario o nudo proprietario nel caso di un usufrutto
  • Il comodatario, per un comodato d’uso, o l’inquilino, per un contratto di locazione
  • Chi ha l’usufrutto ed anche un familiare convivente

Un altro elemento è costituito dall’intestazione delle fatture e dei bonifici. Infatti, la fattura relativa ai lavori che saranno stati eseguiti dovrà essere intestata ad uno dei soggetti che abbia le caratteristiche appena citate, e lo stesso riguarda per il bonifico. In particolare, per poter dimostrare di aver effettuato il pagamento sarà necessario aver pagato con un metodo tracciabile (come, appunto, il bonifico).

Il metodo di pagamento dovrà essere “parlante” e questo ha due tipi di elementi.

Il primo riguarderà chi avrà effettuato il pagamento: dovranno essere indicati i suoi dati essenziali in modo da poter risalire al fatto che sia stato realmente lui ad effettuare l’esborso di denaro.

Il secondo riguarda il beneficiario del bonifico: bisognerà indicare in chiaro i dati della ditta che abbia effettuato i lavori, con la specifica non solo del nome, ma anche della partita Iva, o codice fiscale.

Infine, sarà essenziale specificare che il bonifico sia stato effettuato proprio per il pagamento legato ad un determinato tipo di ristrutturazione.

Quali sono i benefici delle agevolazioni fiscali in edilizia?

Sicuramente si possono già intuire alcuni di quelli che sono i benefici fondamentali legati alla possibilità di ottenere un’agevolazione fiscale in edilizia, ma ripeterli aiuterà anche a richiedere con maggiore volontà l’agevolazione stessa.

In particolare, il primo tipo di vantaggio sta proprio nella detrazione, che potrà essere pari al 50% del prezzo che sia stato pagato per la ristrutturazione, e potrà arrivare fino a 96 mila euro di spese.

Con una cifra del genere sarà spesso possibile rifare un intero appartamento, quindi moltissime famiglie potranno richiedere la detrazione pur non arrivando neppure alla metà del massimale.

Tuttavia, il tetto di spesa è stato previsto anche per chi decida di effettuare magari spese di ristrutturazione più ampie, o per chi abbia case indipendenti, che possono richiedere lavori ed interventi certamente più incisivi.

Il recupero delle somme spese non può avvenire tutto in una volta, e anche questo, nonostante possa non apparire così, sarà un vantaggio.

Infatti, la maggior parte dei soggetti che si occupi di pagare l’Irpef si troverà ogni anno a pagare al massimo alcune migliaia di euro.

Non suddividere il recupero negli anni farebbe andare sprecato il valore della detrazione mentre, in questo caso, sarà possibile usufruirne per un massimo di 10 anni.

Inoltre, bisogna specificare che con il nuovo Decreto Legge Rilancio del 2020 sarà possibile avere una percentuale ancora più ampia di detrazione.

Si tratta, infatti, della percentuale del 110% per le spese sostenute dal luglio del 2020 fino al dicembre del 2021. Questo può accadere nel caso in cui le attività di ristrutturazione vadano ad intervenire anche sulla classe energetica dell’immobile.

Ad esempio, si potrà ottenere la super detrazione nel caso in cui si riesca a rendere più efficiente il riscaldamento di casa, oppure si cambino gli infissi o si passi ad un impianto di raffreddamento che limiti gli sprechi.

Un altro intervento molto diffuso è quello del cappotto esterno: combinando questo con la ristrutturazione di casa sarà possibile ottenere una percentuale del 110%.

Infatti, sarà sempre necessario avere il così detto “intervento trainante” per poter ottenere la detrazione prevista.

Oltre al super bonus previsto per l’ecobonus sarà possibile usufruire di ulteriori detrazioni in vigore per chi si occupi di ristrutturare casa, come accade per il Bonus Mobili.

Questo consente di avere una detrazione fiscale al 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici che appartengano ad una classe energetica elevata. La detrazione, così come si può capire con riferimento all’argomento di questa guida, si potrà ottenere solamente se gli elettrodomestici saranno acquistati con un legame rispetto alla ristrutturazione.

Quindi, si può dire che è possibile ristrutturare casa, rifare l’impianto di condizionamento e cambiare anche gli elettrodomestici, come il frigorifero e il forno, arrivando ad ottenere vantaggiose detrazioni fiscali.

Come ottenere la detrazione fiscale per la ristrutturazione di casa?

Oggi ottenere la detrazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione di casa è diventato più semplice rispetto al passato.

In particolare, gli adempimenti richiesti in questi casi dovranno seguire le regole indicate di seguito:

  • Dal 14 maggio 2011 non sarà più necessario inviare la dichiarazione di inizio lavori al centro operativo dell’Agenzia delle Entrate
  • Dal 14 maggio 2011 non è più necessario indicare il costo della manodopera “in chiaro” all’interno della fattura che viene emessa dall’impresa che esegue i lavori
  • Si dovranno indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile per il quale si siano effettuati gli interventi di ristrutturazione
  • E’ necessario che i pagamenti siano effettuati trami bonifico bancario o postale per poter dimostrare di aver effettuato la ristrutturazione, e di aver effettivamente pagato i costi indicati

Detrazione 50%: un esempio di una ristrutturazione per 100 mq

A questo punto, per chiarire ancora meglio come poter ottenere la detrazione del 50% rispetto alle cifre che saranno state pagate si potrà fare un esempio pratico.

Si prenderà in considerazione un appartamento di 100 metri quadri, con un preventivo di spesa per i lavori pari a 100 mila euro.

Esempio di una Ristrutturazione Casa 100 mq con Detrazione 50% e massimale 96.000 euro:

  • Costo dei Lavori: 100.000 euro
  • Importo massimo Detraibile: 96.000 euro
  • Detrazione 50% su importo detraibile: 48.000 euro
  • Costo finale della ristrutturazione di casa: 52.000 euro
  • Risparmio finale del 48%

Ora sarà possibile vedere anche l’esempio relativo ad una casa di 100 metri quadri per la quale si possa arrivare al massimo alla detrazione pari al 36%.

Esempio di una Ristrutturazione Casa 100 mq con Detrazione 36% e massimale 48.000 euro:

  • Costo dei Lavori: 100.000 euro
  • Importo massimo Detraibile: 48.000 euro
  • Detrazione 36% su importo detraibile: 17.280 euro
  • Costo finale della ristrutturazione di casa: 82.720 euro
  • Risparmio finale del 17%

Come si può notare, con la detrazione del 50%, rispetto a quella del 36%, si ha una grande differenza a livello di costi, infatti, con la detrazione precedente si andrebbero a perdere quasi 30 mila euro di detrazione che, invece, saranno recuperabili con le attuali regole.

Come ricevere dei preventivi di ristrutturazione con le detrazioni

Per capire al meglio come muoversi sarà necessario, a questo punto, rivolgersi a degli esperti.

Sarà fondamentale richiedere un preventivo per la ristrutturazione della propria casa, e non solo. Un’impresa di costruzioni seria sarà non solo in grado di fornire il semplice preventivo, ma anche l’indicazione relativa ai passaggi per arrivare ad ottenere la detrazione.

Ecco perché, fin dall’inizio, si dovrà fare presente questa esigenza, e sarà anche necessario richiedere più di un preventivo per poterli confrontare.

 

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Prezzi lavori edili e impianti a Roma

Hai comprato o cambiato casa da poco e hai bisogno di una ristrutturazione totale? Vuoi informazioni dettagliate sui costi ristrutturazione casa così da non aver dubbi su quanti soldi andrai a spendere? Hai visto un’ appartamento che vorresti acquistare che però necessità di una ristrutturazione parziale e vorresti avere una stima dettagliata sui costi? Sei spaventato dai prezzi e non conosci nessuna impresa di fiducia specializzata in lavori di ristrutturazione casa che offra consigli e preventivi con un ottimo rapporto qualità/prezzo?

L’approccio alla ristrutturazione di un’abitazione non è mai facile, di fatto non si sa mai da dove partire. Qui cercheremo di darvi una guida completa che vi accompagni passo passo fino alla fine della vostra ristrutturazione.

Prezzi smantellamenti e demolizioni

  • Smantellamento rivestimento ceramico, escluso sottofondo di malta cementizia e trasporto in discarica autorizzata – 25,00 € / mq
  • Smantellamento rivestimento ceramico, compreso intonaci sottostanti e trasporto in discarica autorizzata – 35,00 € / mq
  • Smantellamento pavimento ceramico, escluso massetto compreso trasporto in discarica autorizzata – 25,00 € / mq
  • Smantellamento pavimento ceramico, compreso massetto di sottofondo completo di trasporto in discarica autorizzata – 35,00 € / mq
  • Demolizione controsoffitto in cartongesso e trasporto in discarica – 25,00 € / mq
  • Demolizione tramezzi spessore fino a 8 cm + discarica – 35,00 € / mq
  • Demolizione tramezzi spessore fino a 12 cm + discarica – 40,00 € / mq
  • Rimozione intonaco fino a vivo del muro + discarica – 25,00 € / mq
  • Rimozione sanitari bagno + discarica – 55,00 € / cad
  • Rimozione porte interne + discarica – 55,00 € / cad
  • Rimozione termosifoni + discarica – 65,00 € / cad
  • Rimozione porta blindata + discarica – 190,00 € / cad
  • Rimozione serramenti + discarica – 75,00 € / cad
  • Rimozione battiscopa in legno + discarica – 6,00 € / ml
  • Rimozione battiscopa in ceramica + discarica – 6,00 € / ml
  • Rimozione moquette o linoleum + discarica – 15,00 € / ml
  • Rimozione parquet incollato + discarica – 25,00 € / mq
  • Rimozione impianto idraulico + discarica – 440,00 € / corpo
  • Rimozione impianto elettrico + discarica – 350,00 € / corpo
  • Protezione pavimenti con cartone ondulato + telo pesante – 15,00 € / mq

Prezzi opere di muratura, lavori da muratore

  • Apertura e chiusura tracce per impianti – 25,00 € / ml
  • Muratura scatole elettriche – 20,00 € / cad
  • Costruzione tramezzi divisori in forati da 8 cm – 50,00 € / mq
  • Costruzione tramezzi con foratelle da 10 cm – 55,00 € / mq
  • Costruzione tramezzi con pannelli siporex – 65,00 € / mq
  • Costruzione tramezzi in pannelli alfa – 100,00 € / mq
  • Fornitura e posa in opera controtelaio per porta a battente – 100,00 € / cad
  • Fornitura e posa in opera controtelaio per porta a scomparsa – 440,00 € / cad
  • Posa in opera controtelaio per serramenti – 125,00 € / cad
  • Realizzazione intonaco grezzo – 30,00 € / mq
  • Realizzazione colletta d’intonaco con malta premiscelata – 25,00 € / mq
  • Lavori muratura in economia – 30,00 € / ora

Prezzo posa piastrelle pavimenti e rivestimenti

  • Realizzazione massetti in impasto di sabbia e cemento – 30,00 € / mq
  • Posa in opera pavimento in ceramica ( formato 20×20, 30×30 ) – 30,00 € / mq
  • Posa in opera pavimento/rivestimento grande formato – da 40,00 € / mq
  • Posa in opera rivestimento in ceramica ( formato 20×20, 30×30 ) – 35,00 € / mq
  • Posa in opera battiscopa in ceramica – da 4,00 a 8,00 € / ml
  • Posa in opera mosaico – 100,00 € / mq

Prezzi opere di cartongesso

  • Controsoffitti in cartongesso: struttura metallica a lastre da 13 mm + 2 passate stuccatura dei giunti – 45,00 € / mq
  • Controsoffitti in cartongesso lastre idrorepellenti antiumidità – 50,00 € / mq
  • Controsoffitti in cartongesso lastre antincendio Rei 120 – 55,00 € / mq
  • Pareti in cartongesso spessore finito 10 cm – 60,00 € / mq
  • Pareti curve in cartongesso spessore finito 10 cm – 80,00 € / mq
  • Mensole e velette in cartongesso per luce diffusa a led – 70,00 € / ml
  • Mensole in cartongesso rinforzate per pareti attrezzati, armadi a muro – 75,00 € / ml

Prezzi per tinteggiature

  • Raschiatura vecchie tinte, carta da parati – 5,00 € / mq
  • Rasatura pareti e soffitti in 2 passate con intonaco liscio – 10,00 € / mq
  • Rasatura pareti e soffitti con stucco in pasta – 5,00 € / mq
  • Carteggiatura ed applicazione isolante acrilico – 6,00 € / mq
  • Tinteggiatura a tempera / semilavabile – 10,00 € / mq – tinteggiatura a lavabile colori tenui – 12,00 € / mq
  • Tinteggiatura a lavabile colori forti – 15,00 € / mq
  • Tinteggiatura a smalti murali – 20,00 € / mq
  • Tinteggiatura con tinta antimuffa / anticondensa – 20,00 € / mq
  • Tinteggiatura con quarzo plastico – 12,00 € / mq
  • Tinteggiatura silosanica – 15,00 € / mq
  • Tinteggiatura ai silicati – 15,00 € / mq
  • Pittura a base calce – 12,00 € / mq

Prezzo impianto elettrico

  • Realizzazione impianto elettrico casa – 45,00 € / punto luce
  • Apertura e chiusura tracce per impianti – 25,00 € / ml
  • Muratura scatole elettriche – 20,00 € / cad

Prezzo impianto idraulico

  • Punto idraulico: carico e scarico – 420,00 € / cad
  • Montaggio sanitari – 75,00 € / cad
  • Montaggio box doccia – 140,00 € / cad
  • Montaggio vasca – 130,00 € / cad
  • Montaggio accessori – 350,00 € / a corpo

Prezzi impianto riscaldamento

  • Smontaggio caldaia esistente e smaltimento – 90,00 € + iva
  • Smontaggio radiatori esistenti e smaltimento – 50,00 € + iva / cad
  • Predisposizione e montaggio centralina di distribuzione ( completo di collegamento alla caldaia ) – 570,00 € + iva
  • Predisposizione tubature in multistrato per ogni elemento radiante ( termosifone, scaldasalviette, termoarredo ) – 350,00 € + iva
  • Montaggio scaldino – 380,00 € + iva – montaggio caldaia – 500,00 € + iva
  • Montaggio elementi radianti ( termosifoni ) – 90,00 € + iva / cad

Prezzo impianto aria condizionata

  • Predisposizione tubature per un split compreso collegamento condensa – 440,00 € / cad
  • Montaggio un mono (una macchina esterna e un split interno) – 330,00 €
  • Ricarica con gas – 130,00 € / 800 gr.
  • Apertura e chiusura tracce – 25,00 € / ml

Prezzo impianto gas

  • Linea gas dal contattore fino in cucina con apposita manopola di chiusura a norma di legge – 630,00 € / cad
  • Linea gas per caldaia – 480,00 €
  • Apertura e chiusura tracce per impianti – 25,00 € / ml

Prezzi Parquettista

  • Montaggio/posa parquet tradizionale, lamatura, verniciatura/lucidatura  30-35 € / mq
  • Montaggio/posa parquet prefinito – 15-16 € / mq
  • Posa parquet laminato – 10-12 €/ mq
  • Lamatura, verniciatura, laccatura, lucidatura parquet esistente – 15-18 € / mq
  • Posa battiscopa – 3 € / ml
  • Ritaglio porta interna – 30 € cad1
  • Ritaglio porta blindata – 150 €

Quanto costa a Roma il prezzo per i lavori da parquettista in una sola camera? Per una singola camera i prezzi per la lavorazione del parquet sono da considerarsi a corpo:

  • Montaggio/posa parquet tradizionale, lamatura, verniciatura/lucidatura una camera – 650-700 €
  • Montaggio/posa parquet prefinito una camera – 250-300 €
  • Posa parquet laminato una camera – 250-300 €
  • Lamatura, verniciatura, laccatura, lucidatura parquet esistente una camera –  350 €

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Quanto costa il rifacimento del terrazzo a Roma? Informazioni utili e idee

Quanto costa il rifacimento del terrazzo? Informazioni utili e idee

Durante la stagione estiva i terrazzi sono gli spazi più indicati per stare all’aperto e renderli accoglienti è quindi fondamentale per potersi rilassare e trascorrere bei momenti anche in famiglia o con gli amici. Come ristrutturare un terrazzo per renderlo vivibile e ben curato? Le soluzioni sono tante, ma ovviamente bisogna tenere conto di quanto si ha intenzione di spendere.

Lo spazio esterno può essere radicalmente trasformato o adatto a seconda delle esigenze, ma è necessario capire dove intervenire, quali lavori sono indispensabili, quali hanno la priorità e molto altro. Scopriamo tutto quanto bisogna sapere su ristrutturazione terrazzi Roma.

Ristrutturazione terrazzo: i permessi necessari

I permessi necessari per il rifacimento di un terrazzo cambiano in base a due fattori determinanti:

  • Si tratta di una nuova costruzione o rifacimento dei balcone esterno con materiali e caratteristiche differenti da quelli precedenti
  • Si tratta di un intervento edilizio che consiste in opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle che occorrono per integrare o mantenere efficienti gli impianti tecnologici presenti

Nel primo caso è necessario fornire la CILA, che consiste nella Comunicazione di inizio lavori asseverata, costituita da una relazione redatta da un tecnico abilitato e da grafici di progetto.

Nel secondo caso, quindi se i lavori rientrano negli interventi di manutenzione ordinaria, si tratta di interventi di edilizia libera di cui all’art. 6 comma 1, lettera a del DPR 380/01 e non occorre inviare alcun permesso al comune.

E’ comunque importante ricordare che per quanto riguarda le zone sottoposte a vincoli paesaggistici bisogna presentare anche istanza per ottenere il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.

Inoltre, se risiedete in un condominio, avete diritto alla ripartizione di parte delle spese per la ristrutturazione terrazzo con il condominio, in quanto esso è anche un fattore ornamentale della facciata esterna dell’edificio.

Ristrutturazione terrazzo: demolizione pavimentazione

La prima fase dei lavori di ristrutturazione terrazzi consiste nella demolizione della vecchia pavimentazione e del sottofondo in malta. I professionisti a cui viene affidata l’opera di demolizione hanno dunque il compito di far eseguire l’intervento fino a fare affacciare il vecchio strato di asfaltatura.

Una volta demolito anche il massetto devono essere asportati i materiali di risulta e smaltiti secondo le norme vigenti in apposite discariche. Di questo intervento si occupa anche la ditta a chi avete affidato i lavori.

Ristrutturazione terrazzo: ringhiere e parapetti

La realizzazione di ringhiere e parapetti per il terrazzo è necessaria per assicurare protezione a tutto il perimetro. Si tratta di un elemento da non sottovalutare nella ristrutturazione di un terrazzo e da valutare sia per quanto riguarda la resistenza che per il lato estetico.

La scelta è varia e potete optare per ringhiere e parapetti di ogni genere, in ferro, in acciaio, in vetro, in plexiglass e altri materiali da personalizzare in base alle esigenze.

Da tenere in considerazione nella scelta della ringhiera è L’aspetto esteriore della casa o del palazzo in cui si trova il terrazzo. Lo stile deve rispecchiare quello dell’edificio per dare una continuità e un’armonia all’insieme.

Se si tratta di un edificio dallo stile classico allora uno parapetti consigliati è quello in acciaio, realizzato in materiale inossidabile e resistente nel tempo. Decisamente più moderno è il parapetto in vetro, soluzione ideale e sicura per chi vuole garantire alla facciata dell’immobile un aspetto contemporaneo.

E’ anche possibile combinare più materiali per la realizzazione della ringhiera per il terrazzo, per ottenere l’effetto desiderato. Fra l’ampia gamma di modelli e soluzioni presenti potete scegliere quello che desiderate anche in base al costo.

Ristrutturazione terrazzo: impermeabilizzazione

Nella ristrutturazione del terrazzo molta importanza riveste la fase dell’impermeabilizzazione. Si tratta di un intervento indispensabile per garantire l’assenza di eventuali infiltrazioni di acqua, che possono causare danni anche di grave entità ai piani inferiori. La fase dell’impermeabilizzazione precede quella della pavimentazione e prevede l’applicazione di guaine costituite da più strati sovrapposti di fibra di vetro bitumata dello spessore di 10-15 mm.

E’ importante sapere che l’acqua è la principale causa dell’indebolimento di molte strutture, poiché si infiltra all’interno e ne compromette la solidità. Per evitare che questo possa accadere bisogna dunque sovrapporre sul suolo dei materiali che siano non solo resistenti all’acqua, ma che permettano anche al vapore di passare attraverso per non creare umidità. Un materiale adatto e che consente di ottenere questo scopo è la resina, armata talvolta con particolari tessuti in vetro.

Ad assicurare lo smaltimento delle acque piovane ci pensano i bocchettoni di scarico che conducono l’acqua ai pluviali ai quali sono collegati. Affinché questo processo avvenga nella maniera corretta i bocchettoni devono essere posizionati su un livello inferiore e devono avere una pendenza almeno del 3%. In questo modo si evita che l’acqua ristagni e causi umidità.

Oltre alla guaina con membrana bituminosa esiste anche la guaina liquida, che viene stesa su tutta la superficie della terrazza. Sopra questa guaina è possibile anche posare il pavimento. Tuttavia, se volete risparmiare ed evitare i costi demolizione potete lasciare il vecchio pavimento e applicare la guaina liquida sopra le vecchie piastrelle. Poi potete anche proseguire per la posa dell’ulteriore pavimento.

E’ importante considerare nella fase della stesura della guaina che il manto impermeabilizzante deve risalire lungo il muro perimetrale di almeno 15 – 20 centimetri. E’ sempre consigliabile seguire i consigli dell’esperto per evitare errori e quindi fate attenzione ad affidarvi a professionisti specializzati nella ristrutturazione terrazzi.

Ristrutturazione terrazzo: posa pavimento

Una volta eseguiti i lavori di demolizione e di impermeabilizzazione si procede con la posa in opera del pavimento. Sostituire le vecchie piastrelle permette di cambiare completamente l’aspetto del terrazzo e sul mercato esistono diversi tipi di materiali fra cui scegliere per realizzarlo a proprio piacimento.

Nella posa del pavimento naturalmente il professionista deve sempre mantenere l’inclinazione che favorisce lo scolo dell’acqua. Per quanto riguarda i materiali da scegliere per la pavimentazione le soluzioni sono tante, e si va da quelli più economici a quelli più costosi. E’ chiaro che potete scegliere secondo il budget che avete destinato al pavimento del terrazzo, ma ecco alcuni consigli per creare qualcosa di carino e di sicuro effetto.

Fra i materiali privilegiati sicuramente troviamo il cotto, che dona all’ambiente un senso di accoglienza particolare e che potete scegliere in diverse sfumature. Molto bello e anche molto resistente è il gres porcellanato, un po’ più costoso ma in grado di aggiungere allo spazio un tocco di classe e di eleganza. Anche questo è disponibile in moltissime versioni e anche i prezzi sono variabili.

Altrettanto bello e resistente nel tempo è il clincker ceramico, un materiale per esterno particolarmente duraturo e in grado di preservarsi perfettamente anche a contatto con gli agenti esterni.

Ristrutturazione terrazzo: infissi per trasformarlo in veranda

Desiderate chiudere il terrazzo e trasformarlo in una veranda? A seconda di quali interventi andate a fare non si incorrerà in abusi edilizi, ma bisogna capire quali sono. Infatti, la prima cosa da fare è individuare la destinazione d’uso del terrazzo perché è da questo che dipende la tipologia di chiusura da realizzare.

Se desiderate sfruttare il terrazzo per creare una zona relax dovete assicurare allo spazio la massima luminosità, quindi le soluzioni da prediligere sono quelle in vetro ad alte performance per mantenere l’ambiente confortevole in ogni stagione.

Se invece dovete utilizzare il terrazzo per uso domestico allora occorre effettuare una ristrutturazione che prevede la scelta di una copertura con pannelli isolanti combinati con infissi classe A. In questo modo gli ambienti risulteranno freschi d’estate e caldi d’inverno.

Se il terrazzo si affaccia su un grande giardino e volete godervi il panorama potete anche scegliere di realizzare una chiusura parziale. Invece che realizzare un soffitto in muratura potete scegliere una copertura in legno e poi arredare lo spazio con divani, poltrone e tavolini bassi per renderla accogliente.

Per trasformare il terrazzo e intervenire sulle opere strutturali e quindi eseguire interventi in muratura bisogna chiedere i dovuti permessi al comune di residenza e comunque preparare un progetto che deve essere approvato per rilasciare le dovute autorizzazioni.

Ristrutturazione terrazzo: come arredare il terrazzo

Avete un terrazzo e avete deciso di ristrutturalo? Bene, una volta eseguiti i lavori di rifacimento dello spazio esterno dovete anche arredarlo. Per ottenere un impatto di sicuro effetto cercate di organizzare gli spazi in modo razionale e di destinare delle aree anche al verde. Anche se l’esposizione del terrazzo è a sud non importa, potete ugualmente collocare delle piante in grado di resistere sia all’estate che all’inverno.

Ovviamente bisogna scegliere le piante giuste, e disporre possibilmente dei vasi in fila per creare qualcosa di suggestivo. Oppure potete installare delle grandi fioriere da disporre su più lati per creare un contesto speciale.

Per quanto riguarda gli arredi vi sono elementi che non possono mancare nell’arredamento di un terrazzo. Le sedute sono senza dubbio l’elemento principale dell’arredo, oltre che un piano d’appoggio adeguato dove posare bevande e cibi da consumare con i propri cari o con gli amici.

Potete anche creare un’area relax dove dedicarsi al giardinaggio, oppure alla lettura di un libro, aiutandovi con arredi in finto rattan, ottimi per realizzare ambienti esterni valorizzando il contesto. Belli esteticamente e anche di facile manutenzione, sono perfetto anche nel periodo invernale e rendono lo spazio molto suggestivo.

Nell’ambiente esterno non deve mancare una buona illuminazione, da suddividere in due tipologie, quella soft e quella strong, ideali per assecondare le varie esigenze del momento.

Tra gli elementi che fanno parte dell’arredo del terrazzo è possibile inserire anche una copertura, da scegliere fissa o mobile, in modo da riparare dal sole e dall’umidità nelle varie ore della giornata.

Ristrutturare il terrazzo: quanto costa

Una volta deciso quali interventi realizzare per la ristrutturazione del terrazzo e stabilito il budget che si intende mettere a disposizione bisogna tenere conto dei costi. In genere, per avere un’idea sui costi complessivi, definirli a mq è la soluzione più adottata per facilitare il calcolo, ma ovviamente possono variare a seconda della scelta di materiali, rivestimenti, finiture, arredi e via dicendo.

Se volete tagliare le spese per rimanere nel budget previsto potete optare per un rifacimento del terrazzo senza effettuare la fase dello smantellamento. Il terrazzo in questo caso viene impermeabilizzato applicando miscele di resine sintetiche sul vecchio pavimento seguendo le verticali di risalita. Dopo l’applicazione si lascia seccare il materiale, si passa alla fase di stucco e si pulisce il pavimento.

Tuttavia, in genere si procede per la ristrutturazione terrazzo si procede smantellando la pavimentazione e il massetto sottostante. Poi si passa alla posa del nuovo manto impermeabile utilizzando membrane bituminose in poliestere e dopo ancora si procede alla realizzazione del massetto e alla posa in opera del pavimento.

Se scegliete di procedere secondo questa soluzione, che è di gran lunga la migliore, i costi al mq sono pressappoco i seguenti:

  • Demolizione della pavimentazione e del massetto sottostante 30 euro/ mq
  • Impermeabilizzazione della superficie interessata (fondo e alzate laterali), 30 euro/mq
  • Realizzazione del nuovo massetto con altezza variabile in base allo spessore e alla tipologia di pavimento scelta 26 euro/mq
  • Posa in opera del pavimento, del battiscopa e stuccatura 40 euro/mq

A questi costi bisogna anche i costi per lo smaltimento del materiale di risulta che si aggirano attorno ai 5 euro/mq. I costi ovviamente sono puramente indicativi e possono lievitare anche di molto, e tanto dipende anche dalle dimensioni dello spazio esterno che si deve ristrutturare.

La soluzione per trovare il miglior rapporto qualità prezzo è quella di chiedere più preventivi a varie imprese di ristrutturazioni terrazzi Roma e confrontarli. Solo dopo aver visionato con cura ogni voce potrete decidere a chi affidare i lavori.

Ristrutturazione terrazzo: agevolazioni fiscali

Le agevolazioni fiscali riguardano anche la ristrutturazione del terrazzo. Grazie al bonus verde 2019 è infatti possibile usufruire della detrazione Irpef per la ristrutturazione del terrazzo. Il bonus verde è stato introdotto nella Legge di Bilancio e la detrazione potrà essere richiesta in base alle regole specifiche dettate dall’Agenzia delle Entrate.

L’importo della detrazione è pari al 36% ed è valido per una spesa massima di 5.000 euro. Anche chi abita in un condominio può usufruire della detrazione per i lavori di rinnovamento del terrazzo in quanto i lavori di rinnovamento riguardano i beni comuni.

La detrazione ha lo scopo di incentivare alla cura del verde privato e si aggiunge agli altri incentivi di cui può usufruire che effettua ristrutturazioni nella propria abitazione.

Per poter usufruire del bonus occorre essere in possesso delle spese documentate fino ad un massimo di 5.000 euro per unità immobiliare. La detrazione effettiva riconosciuta è quindi pari ad un massimo di 1.800 euro.

Chi può usufruire delle agevolazioni? L’incentivo è rivolto ai lavori di ristrutturazione e manutenzione delle aree verdi (come balconi, giardini e terrazzi) di edifici già esistenti e quindi non è valido per le case di nuova costruzione. Rientrano nelle agevolazioni però le nuove costruzioni di tetti verdi, detti anche giardini pensili.

Ristrutturazione terrazzi : spese ammesse in detrazione Irpef

Le spese ammesse per ottenere la detrazione Irpef introdotta con il nuovo bonus verde 2019 sono le seguenti:

  • Lavori di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • Lavori per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili

Il bonus verde può essere richiesto per i lavori svolti nel 2019 e si estende alle spese riguardanti la progettazione e la manutenzione sia in edifici privati che in condomini.

Per lavori effettuati in parti comuni di edifici condominiali la detrazione fiscale del 36% è concessa per un massimo di 5.000 euro per unità immobiliare presente. Unica condizione è che l’importo della spesa deve essere versato al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Ristrutturazione terrazzi : modalità di pagamento

Per ottenere il bonus fiscale 2019 occorre effettuare i pagamenti secondo specifiche regole dettate dall’Agenzia delle Entrate, allo stesso modo di quanto previsto per tutte le altre detrazioni fiscali per lavori in casa.

Nello specifico, è possibile usufruire della detrazione del 36% Irpef e ottenere i benefici del bonus verde solo se i pagamenti sono effettuati tramite bonifico bancario o postale, gli unici strumenti che consentono di eseguire la tracciabilità delle operazioni. Sul bonifico parlante postale o bancario devono essere indicati:

  • Causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento

La documentazione necessaria per poter richiedere la detrazione è la seguente:

  • Fatture di acquisto dei beni, riportanti natura, qualità e quantità di beni e servizi acquisiti
  • Documentazione di addebito sul conto corrente
  • Ricevuta del bonifico

La richiesta del bonus verde 2021 deve essere effettuata al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi. Per la detrazione del 36% riguardante le spese per lavori sostenuti nel 2019, la richiesta dovrà essere effettuata con il modello 730 (o Redditi) da presentare nel 2020.

Il rimborso fiscale viene effettuato in dieci quote annuali di pari importo: la detrazione dall’Irpef verrà ripartita a partire dalle imposte dei redditi dovute nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

 

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